Archivio per la categoria 'Venezuela'

18
Feb

Ricetta Arepas

Oggi voglio condividere con voi una ricetta tipica del mio paese: le arepas. Questo è un post che sicuramente piacerà alla regina Cristella :mrgreen:

Ricetta Arepas

Ingredienti (2 arepas)

ingredienti.png

200 gr di farina di mais (consigliata quella in foto)

Un bicchiere d’acqua

Un cucchiaino di sale

Un cucchiaino di burro

Preparazione

acqua.png

Versate la farina di mais, il sale e il burro in una terrina capiente, aggiungete l’acqua e mescolate il tutto con le mani fino a quando otterrete un impasto morbido (non appiccicoso) che si possa lavorare con le mani.

pasta.png

Dividete l’impasto a metà e formate delle polpettine grandi quanto un mandarino.

palla.png

Schiacciate le polpettine fino a quando otterrete un disco dello spessore di circa 1.5 centimetri.

schiacciare.png

Versate un po’ d’olio su una piastra e a fiamma media, cucinate le arepas per circa 15 minuti.

budare.png

Quando si sarà formata una crosticina dorata, le arepas saranno pronte.

pronte.png

Le arepas vengono servite calde come accompagnamento ad una grande varietà di pietanze. Nel Venezuela è molto comune farcirle con diversi ingredienti quali prosciutto, formaggio, fagioli neri, carne, pollo, gamberi, ecc.

img_5532.jpg

Arepas Venezuelane D.O.C.

Ricetta: Shaindel :-)

Sempre a proposito di cibo, oggi ho sentito alla tv un chef argentino che diceva:

Si, perché l’ingrediente più importante del pesto genovese è il formaggio parmigiano…

Andrea, dimmi che non è vero….!!!!

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29
Dic

Questo governo di MERDA

Il governo del Venezuela - per chi non lo sapesse - controlla la quantità di valuta estera che i cittadini venezuelani possono spendere in un anno. Chi vuol viaggiare e ha bisogno di dollari, euro e via discorrendo, li deve chiedere a CADIVI, la Commissione di Amministrazione di Divise. Fino all’anno scorso, avevamo diritto a: 5000 $ per viaggi all’estero, 3500 $ per acquisti via internet, 500 $ in contante per viaggi all’estero e 500 $ mensili da prelevare nei bancomat all’estero. Per poter aver diritto a tutti questi soldi, bisognava avere una carta di credito, presentare il biglietto, ecc. Molti venezuelani, che vista la situazione politica del paese e i prossimi cambiamenti economici che ci attendono, hanno deciso di aprire dei conti correnti in dollari all’estero. Per poter trasferire i soldi, usavano servizi come PayPal, Ebay e compagnia bella. Oppure c’erano delle persone che ti pagavano un viaggio di due / tre giorni in un’isola dei Caraibi, tutto compreso, a patto che potessero usare i tuoi 5000 $. Il governo si è reso conto di tutte queste “tecniche” e ha deciso di limitare ancora di più la quantità di valuta estera a nostra disposizione, e quindi rimane così: 5000 $ per viaggi all’estero, 400 $ per acquisti via internet, 500 $ in contante per viaggi all’estero (possono essere richiesti una volta sola all’anno, mentre prima potevi chiederli ogni volta che viaggiavi), e 500 $ mensili da prelevare nei bancomat all’estero.

Ora dico la mia: governo di MERDA, io non ho mai fatto nessuna delle cazzate sopra descritte, i soldi mi servono perché l’anno prossimo mi allontanerò da casa mia per tre mesi e non so quanto dovrò spendere, non trovo giuste queste misure..!

(scusatemi per lo sfogo)

13
Nov

Se c’è qualcosa che mi secca..

Se c’è qualcosa che mi secca sono le persone di sinistra che pensano che la politica socialista del presidente del mio paese, il signore Hugo Chávez, sia meravigliosa. Perché mi secca? Perché il 90% di queste persone non abita qui e pertanto non è, a mio parere, in grado di fare un’analisi obiettiva dei fatti che accadono in Venezuela. La versione offerta da molte di queste persone è ben diversa dalla realtà che si vive qua.

Questo post lo scrivo a proposito di quest’altro post. In nero leggerete gli stralci del post di Alessio in Asia e in rosso leggerete la risposta della sottoscritta.

Innanzitutto, mi presento. Sono Shaindel, blogger venezuelana che scrive in italiano per motivi “accademici”. Abito a Caracas, capitale del Venezuela e città in cui sono nata 22 anni fa. Sono studentessa di traduzione e interpretariato presso l’Università Centrale del Venezuela.

detto questo, veniamo al sodo:

Riassumo le più importanti proposte di riforma costituzionale:

POLITICA:

  • Esercito popolare;

  • abbassare a 16 anni il diritto al voto;

  • dare al Presidente il potere di creare ed eliminare province, distretti, e Comuni e di nominare le autorità locali;

  • estensione del mandato presidenziale da 6 a 7 anni e possibilità per il Presidente di ripresentare senza limiti la propria candidatura.

ECONOMIA:

  • eliminare l’autonomia della Banca centrale e dare il potere al Presidente di controllare direttamente le riserve in divisa straniera;

  • fare degli interessi collettivi una priorità su quelli individuali al fine, sancito dalla Costituzione, di dar vita a una economia socialista;

  • ridurre la giornata lavorativa da 8 a 6 ore;

  • estendere la previdenza sociale ad alcune categorie di lavoratori autonomi.

DIRITTI:

  • dichiarazione di reale uguaglianza di tutti i cittadini, qualunque sia l’origine, attraverso il riconoscimento che il popolo venezuelano è il frutto di una mescola di tre grandi ceppi: l’indigeno, l’europeo e l’afrodiscendente;

  • dare alle forze di sicurezza il potere di arresto senza incriminazione e possibilità di limitare la libertà di informazione in presenza di gravi crisi.

.

Il prossimo 2 dicembre si terrà il referendum: sarà il popolo sovrano a decidere.

Claps, claps, mi hai fatto risparmiare un bel po’ di tempo visto che io volevo pubblicare sul mio blog qualcosa sulla riforma costituzionale. Quanto scritto prima è vero, quelli sono i principali cambiamenti della riforma.

Ebbe inizio così la Rivoluzione Bolívariana Pacifica che trovò sin da subito l’opposizione della vecchia classe politica e delle forze oligarchiche imprenditoriali e conservatrici che vedevano compromessi i fortissimi privilegi di cui avevano sino ad allora goduto (Fonte Wikipedia). Tra le riforme più importanti, e più gradite alla maggioranza del popolo venezuelano, è stata quella che ha nazionalizzato il petrolio (e ha investito molti dei milioni di dollari dei ricavati in programmi sociali)

Pacifica..?? Sei sicuro che l’aggettivo giusto sia “pacifica”..? Io invece penso di no. All’inizio del governo Chávez esistevano i cosiddetti “Círculos Boliviarianos”, organizzazioni di seguaci del Presidente che non hanno fatto altro che seminare il terrore. Sono stati i responsabili degli scontri verificatisi all’epoca durante le proteste dell’opposizione. Non posso negare che la politica chavista ha toccato gli interessi e i privilegi di certi imprenditori molto ricchi, ma ha colpito anche molte altre persone che non hanno nulla a che vedere con quell’oligarchia imprenditoriale, come la definisci nel tuo post. Mi dispiace dirti che la nazionalizzazione del petrolio nel mio paese avvenne nel lontano 1976 durante il governo del presidente Carlos Andrés Pérez. È anche vero che i soldi ricavati dalla vendita del petrolio sono stati utilizzati in programmi di investimento sociale, io ho avuto l’opportunità di vedere cosa hanno fatto con quei soldi e devo dire che sono giunti alle persone che davvero ne avevano bisogno, ma questa medaglia, Alessio, ha due volti: gran parte di quei soldi sono stati regalati ad altri paesi “fratelli” che avevano bisogno di aiuto.. Qua in Venezuela ci sono tanti problemi da risolvere e il nostro governo i soldi li butta via.

Inoltre il progetto di nuova Costituzione punta molto sul passaggio dalla democrazia rappresentativa verso un reale protagonismo diretto, cercando di sperimentare una forma di democrazia partecipativa. Tali principi determinerebbero la forte riduzione del potere di tutte le autorità, compresa quella presidenziale, a favore del popolo; ovviamente ciò spaventa non solo le vecchie oligarchie venezuelane, ma anche alcuni all’interno del movimento di Chavez, come e soprattutto le oligarchie e le classi politiche di tutto il mondo, che bollano la democrazia partecipativa come utopia o folclore come facevano i sovrani europei con la democrazia rappresentativa fino al fatidico 1789.

ti sembra davvero una democrazia partecipativa…? Possiamo parlare di “potere al popolo”..? Ti faccio solo un esempio: se la riforma venisse sancita, il presidente potrebbe creare a suo piacere città comunali, distretti funzionali e sceglierne le autorità… È vero che poi abbiamo la possibilità di indire un referendum revocatorio se le autorità non ci piacciono, ma potremmo passare anni e anni a votare perché non si raggiungerebbe mai un consenso. Io faccio parte del popolo venezuelano e non mi sembra che mi stiano dando più potere, anzi.

Rimangono però le preoccupazioni, se si aggiunge anche un altro punto controverso: quello che prevede la possibilità di limitare la libertà di informazione in presenza di gravi crisi finanziarie, catastrofi naturali o rivolte: secondo la Flores, che è stata la prima ad assicurare il sostegno a “una riforma che tutto il mondo sta attendendo”, si tratta solo di “una misura di protezione”, “la garanzia per non trovarci più di fronte ad una fazione politica che utilizzando i mezzi di comunicazione attenti contro la democrazia ed il popolo venezuelano”. E il riferimento era, evidentemente, al colpo di stato contro il governo Chavez, compiuto nell’aprile 2002, promosso e finanziato dalla CIA e che ha goduto di uno spregiudicato appoggio da parte di alcune reti televisive venezuelane.

Non ti sembra preoccupante questo..? Se c’è una crisi -e qua le crisi di solito sono attacchi contro il governo- chi sceglie cosa vediamo alla tv..? Lo Stato..? Mi dispiace, ma non sono d’accordo.. I canali sono liberi di trasmettere ciò che vogliono, tocca a me decidere cosa vedere e a cosa credere, e penso che la maggior parte dei cittadini venezuelani abbiamo la sufficiente maturità per farlo.

Ed è un peccato, perché questa è stata finora la caratteristica più bella del Venezuela degli ultimi dieci anni: un paese dove per la seconda volta nella storia (dopo il Cile di Allende) un movimento politico ha vinto democraticamente le elezioni sulla base di un programma di trasformazione socialista della società, verso una società più egualitaria.

Il fatto che ti sia lasciato andare a tali affermazioni, rende evidente che tu non abiti qua in Venezuela (a proposito, dove abiti? In Italia?). In questo momento la società venezuelana è divisa in due e regna un clima di odio e di tensione come mai prima. È vero che ci sono stati alcuni settori -quelli più bisognosi- che si sono beneficiati dalle politiche di Chávez, ma ciò non vuol dire che questa sia una società più egualitaria. Vedo che tra i tuoi link ce n’è uno che riguarda la famigerata Lista Tascón. Quella lista conteneva il nome di tutti coloro che avevano firmato contro il presidente Chávez per il primo referendum.. La suddetta lista è stata usata per molto tempo dalle istituzioni pubbliche per controllare lo status dei propri lavoratori: se avevi firmato non potevi lavorare all’amministrazione pubblica, ti licenziavano e via discorrendo.. Ti sembra una società egualitaria? A me no.

Molti sono difatti gli italiani in Venezuela, spesso imprenditori preoccupati per le loro attività, spessissimo cittadini benestanti preoccupati per le loro proprietà (leggasi casa, casa al mare, casa in campagna, e via dicendo), nonostante le recenti rassicurazioni del Ministro della Pianificazione, che ha assicurato che non ci sarà nessun “esproprio proletario”: nessun ricco sarà espropriato delle sue case. Secondo i “bolivariani” le imprese straniere potranno continuare a investire in Venezuela, in quanto con l’articolo 115 “la riforma riconosce e garantisce la proprietà privata”. Verranno tutelate, però, anche “la proprietà pubblica, quella sociale, quella collettiva e quella mista.” Dunque la proprietà privata non verrebbe assolutamente “spazzata via”, come si sostiene in vari giornali e blog italiani ed europei ( ad esempio: “Signor presidente stia zitto”), visto che nella proposta di modifica dell’articolo 115 si legge: “Si riconoscono e garantiscono le differenti forme di proprietà. La proprietà pubblica (…); la proprietà sociale (…); la proprietà collettiva (…); la proprietà mista (…); e la proprietà privata (…). “.

È vero, lo stato tutela diverse forme di proprietà, ma se hai letto bene, avrai anche notato che dice che se una proprietà privata viene considerata di interesse pubblico e sociale, lo Stato, dopo il pagamento di un compenso economico equivalente all’importo totale del bene, può “spazzarti via” ciò che è tuo. Il pericolo e la minaccia ci sono, latitanti ma ci sono. Io per esempio non ho né una casa al mare né una casa in campagna, a dire la verità non ho nemmeno una casa propria, ma mi preoccupo lo stesso perché sento che i criteri che delimitano che cos’è la proprietà privata e cosa la rende d’interesse sociale non sono ancora chiari.

Come ha detto Celia Flores il nuovo modello di socialismo rappresenterebbe in primis un taglio con “il modello capitalista che in passato ha escluso la maggioranza della popolazione dall’accesso alla proprietà”, per molti sarebbe il passaggio dall’economia di mercato a una sorta di “socialismo delle cooperative”. Va in questo senso anche la norma che elimina l’autonomia della Banca centrale, dando al Presidente l’accesso ai miliardi di dollari delle sue riserve.

Che Chávez sia uno sprecone dalle mani bucate non è più un segreto per nessuno, quindi io mi preoccuperei se inizia a spendere anche i miliardi di dollari delle nostre riserve, non sue come hai scritto tu.

A tutela del nuovo corso della Pacifica Rivoluzione Bolívariana, quella che fino ad ora è stata una trionfale marcia democratica verso una nuova e più giusta forma di società, le forze armate diventerebbero “corpo bolivariano patriottico e antimperialista”; leggasi: nemico numero uno, aggressione armata diretta yankee o nuovo colpo di stato appoggiato dalla CIA, come già avvenuto nel 2002, o come con i finanziamenti a Sumate o il paro petrolero del dicembre 2002-gennaio 2003).

Trionfale marcia verso una forma più giusta di società?? Sinceramente, ti è mancato poco per farmi vomitare. Ti invito a leggere questo mio post, ti invito a vivere qua in Venezuela, ma non con i tuoi euro, no no, con i bolivares, e poi ci racconti se lo stile di vita venezuelano lo trovi ancora così ideale. Il Corpo Armato Bolivariano Patriottico e Antimperialista non è più al servizio del popolo ma al servizio del suo capo e le sue pretese: Chávez. Le Forze Armate devono difendere la patria, non l’idea o il concetto di patria e gli ideali di qualcuno. La milizia popolare?? Persone che non hanno nemmeno un diploma di scuola superiore e che in vita loro avevano mai preso in mano un fucile e ora sono armate.

È vero che da quando Chávez è diventato presidente del Venezuela, i settori più bisognosi della popolazione hanno visto dei miglioramenti nella loro vita, tutti i benefici che hanno ottenuto li descrivi molto bene negli ultimi brani del tuo post, ma sai? In questo paese non ci sono soltanto i poveri, ci siamo anche altre persone che non siamo ricconi ma che tutti i giorni lavoriamo e cerchiamo di fare le cose nel miglior dei modi e che ci sentiamo esclusi dalle politiche del governo perché appunto non siamo poveri o chavistas. Io voglio vivere in un paese in cui davvero ci siano pari opportunità e nel quale io non debba indossare una maglietta rossa e giurare fedeltà a Chávez e al progetto socialista per poter essere presa in considerazione.

Shaindel Novoa

08
Nov

La violenza scende in piazza.

Ieri, per la seconda volta in questa settimana, si sono verificati atti violenti durante le proteste contro la riforma costituzionale.

autobus che è stato bruciato mercoledì 07 novembre all’Università Centrale del Venezuela durante le proteste contro la riforma costituzionale

Gli studenti, che si sono presi a cuore la lotta contro la riforma costituzionale, nuovamente sono scesi in piazza ieri. Questa volta però, un corteo di migliaia di loro è arrivato fino al Tribunale Supremo di Giustizia per introdurre una misura di revisione dei trentatré articoli che fanno parte del nuovo progetto di legge. Il tutto è trascorso senza maggiori problemi, ma quando gli studenti sono tornati all’università, li aspettava un gruppo di persone che ha cominciato a creare dei problemi. Risultato? Una sparatoria, almeno otto feriti e la sede della scuola di Lavoro Sociale distrutta. In giorni precedenti all’Università del Zulia è morta una studentessa dopo una sparatoria verificatasi durante uno scontro tra chavistas e oppositori.

Come se non bastasse, lunedì 05/11 il generale Raúl Baduel (Ministro della Difesa fino a tre mesi fa) Ha rilasciato delle dichiarazioni per “allertare il popolo venezuelano di questo inganno le cui conseguenze sono incerte”. Il suddetto ex ministro ha detto infatti di essere contrario alla riforma costituzionale perché essa “incoraggia la polarizzazione e contribuisce allo scontro tra i venezuelani”. Secondo Baduel, la riforma “non dovrebbe spogliare i cittadini di tutti i loro diritti e dare all’Esecutivo Nazionale dei poteri che lo rendono incontrollabile dagli altri poteri e dagli stessi cittadini da esso governati”. Infine, il generale ha concluso il suo discorso con le seguenti parole:

“Faccio un appello alla nazione, al popolo venezuelano, per difendere la nostra Costituzione e vi chiedo di non rimanere indifferenti davanti a questa situazione tanto grave che cambierà la vita di tutti coloro che abitiamo in questo paese; alle autorità e istituzioni competenti a non diventare complici di questo illecito. L’unica arma legale che ci è rimasta è quella di votare NO e difendere il proprio voto dalla pretesa di consumare velocemente questa imposizione anti democratica che ci conduce ad un nefasto retrocesso. Vota per esprimere in modo civico il tuo rifiuto verso la riforma. Soltanto in questo modo potremo salvare la patria dalle nefaste conseguenze che senza dubbio soffriremo tutti i venezuelani se si consuma questo colpo di stato.”

Queste dichiarazioni non sarebbero tanto preoccupanti se fossero state rilasciate da qualcun altro, perché rispecchiano il pensiero dell’opposizione venezuelana, il problema qua è che questo signore faceva parte del cerchio più intimo e ristretto di collaboratori di Chávez, difensore del Chavismo e del Socialismo del XXI secolo, sono amici da molto tempo (erano, Chávez l’ha chiamato traditore), è stato lui a salvare Chávez dalla morte sicura che l’attendeva a Turiamo, dove l’avevano portato i militari che l’avevano catturato, e a riportarlo al potere dopo il colpo di stato del 2002. Se lo dice lui, cacchio io mi preoccupo.. Qualcosa deve sapere no…!?!?

04
Nov

Venezuela

Per chi non lo conosce ancora, vi presento il mio paese d’origine: Venezuela.

Il Venezuela è un paese sudamericano che si affaccia sui Caraibi la cui principale fonte d’ingresso è il petrolio. Il Venezuela ha una ricca diversità geografica che ci permette di passare facilmente dal deserto alla neve o alla selva amazzonica. La capitale del paese è Caracas, con oltre quattro milioni di abitanti (è anche la mia città), e il presidente è Hugo Chávez.

La descrizione di prima è una descrizione che sa molto di depliant turistico, ciòe, molto bella e senza nessun aspetto negativo del Venezuela. Purtroppo, qua, ci sono pure le cose brutte: Caracas ha un tasso di criminalità altissimo (pensate che ci sono circa 300 morti violente ogni mese, più di quante ci possano essere nella guerra in Irak!), abbiamo un’economia petrolio-dipendente, e un governo che ci ha portato a una divisione profonda della società ed a un odio scatenatosi come mai prima.

macchina che è stata bruciata giovedì 01 novembre all’Università Centrale del Venezuela durante le proteste contro la riforma costituzionale

Dopo avervi presentato il mio paese, voglio parlarvi di una situazione che sta colpendo il mio paese e che mi ha fatto vedere quanto profondi sono stati i cambiamenti verificatisi nella nostra società.

Il governo del presidente Chávez è da un po’ che controlla praticamente tutto quanto succede qua. Vi faccio un esempio: io come cittadina venezuelana posso solo spendere 5000 $ all’anno per viaggi all’estero, 3500 $ per consumi elettronici e 800 $ in contanti ogni volta che viaggio, e per avere diritto a questi soldi, devo prima chiedere il permesso al governo. Un’altra cosa controllata dal governo sono i prezzi dei beni di prima necessità: carne, latte, pollo, pane, pasta e via discorrendo. Per evitare che i prezzi di questi articoli vadano alle stelle, il governo ha deciso di regolarli e chiunque venga beccato a venderli con un prezzo più alto di quello ufficiale, viene fortemente penalizzato. Questo ha fatto sì che dagli scaffali siano scomparsi una grande quantità di prodotti.

Giovedì sera sono andata al supermercato che è vicino al mio lavoro per vedere se trovavo i Canestrini Mulino Bianco (trovati) e mi sono resa conto che c’era tantissima gente e delle file enormi. Mi son detta “vabbè, è 1mo novembre, sicuramente hanno già pagato e oggi ci sono tutti quanti qua a far la spesa, pazienza.”.. Ad un certo punto noto che la tensione nell’ambiente è incredibile e sento due signore che urlano e litigano per un posto nella fila.. Mi soffermo a guardare e vedo che le signore avevano tra le braccia un pacco di latte in polvere… Mi giro intorno e vedo che tutti quanti avevano un pacco di latte tra le braccia e si afferravano ad esso come se fosse la speranza che avrebbe salvato la loro vita. Si era sparsa la voce che in quel supermercato c’era del latte e tutti quanti si son recati lì per comprarne un pacco. Mai nella storia del Venezuela si era visto questo fenomeno, mai avrei pensato che saremmo arrivati a questo punto..

Le conversazioni dei venezuelani oggi hanno come argomento principale due cose: la riforma costituzionale o dove comprare i prodotti che scarseggiano. Io per esempio non sento la mancanza del latte perché non mi piace e a casa mia quasi nessuno lo beve, ma non posso non pensare alle persone che hanno dei figli da crescere e per i quali il latte è un alimento di somma importanza, alle persone che amano il loro caffellatte, ecc. La carne è molto difficile trovarla, le uova è da un po’ che non si fanno più vedere, lo stesso vale per il pollo e pochi giorni fa abbiamo appena appreso che è aumentato il prezzo della farina di frumento e quindi ci sarà un rincaro del prezzo del pane e della pasta.

Il 2 dicembre i venezuelani dovremo partecipare ad un referendum per approvare o non la nuova riforma costituzionale voluta da Chávez. Il popolo venezuelano sembra essersi svegliato e scende in piazza per protestare, ma come ha detto il caro Biagio, queste cose bisognava farle prima, ora sono azioni praticamente inutili. La sottoscritta ovviamente voterà NO! ma vi confesso che ho paura della sorte del mio paese dopo il 2 dicembre ma soprattutto dopo il 1mo gennaio, quando la nostra valuta perderà tre 0 e passerà a chiamarsi Bolivares Fuertes. Molto probabilmente ci succederà ciò che è successo all’Italia quando è passata da lire a euro: il costo della vita è diventato più caro…




 

Ottobre 2008
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