Qua in Venezuela, il rosso è un colore un po’ “particolare”: il rosso va associato al leader della rivoluzione bolivariana, Hugo Chávez, il rosso va associato al governo, il rosso va associato al chavismo, il rosso va associato a coloro che seguono il presidente della repubblica… Non è più il colore dell’amore e della passione, ma il colore di un’etichetta -”Chavista”-. Se ti vesti di rosso potresti venir odiato da una parte della popolazione e amato dall’altra…
Oggi, il mio blog si tinge di rosso, ma non perché io sia Chavista, nu nu (oddio no!), ma perché così esterno la mia solidarietà alla Birmania. Stanche di essere vittime della tirannia e dell’oppressione del governo dittatoriale che attualmente controlla il paese, migliaia di persone -tra cui dei monaci buddisti- hanno deciso di portare avanti una protesta pacifica. Risultato: una violenta repressione da parte delle forze dell’ordine locali.
Dove ci sono gli organismi internazionali quando ce n’è bisogno???? Userò la mia espressione italiana preferita per rispondervi: boh! La gravissima situazione della Birmania si estende oltre il problema della politica interna: qui stiamo parlando di una violazione dei diritti umani basilari, limitazione della libertà d’espressione (perché in quella storia del blackout di internet causato dal cavo sottomarino che non va non ci crede nessuno!), povertà estrema, zero democrazia.
Spero che il mio paese non arriverà mai a una situazione del genere, ma se continuiamo a percorrere questa strada -amicizia con persone come il presidente dell’Iran e Fidel Castro, odio palese verso gli Stati Uniti, un governo spendaccione, riforme costituzionali tra cui la modifica dei piani di studio della scuola elementare per introdurre la materia “pensiero socialista”, creazioni di milizie popolari al servizio del governo, eliminazione della proprietà privata, e via dicendo- mi sa che il nostro futuro sarà simile a ciò che sta accadendo ora nella Birmania.
Ne hanno già parlato:
Napolux, Blusfumato, Aopletal, Geekissimo, Stefigno, Stenet, Lucenellarete, Biagio, Gpessia, Skiopone e tanti altri…
Unitevi, tingete il vostro blog di rosso.
Help people of Burma (Birmania) 1081081081234
Shaindel


















Cari amici e sostenitori,
Vi chiediamo di sostenere i monaci buddisti birmani che da giorni guidano una massiccia ondata di manifestazioni pacifiche contro la giunta militare repressiva in Birmania chiedendo la liberazione della signora Aung San Suu Kyi e di altri prigionieri politici.
Le manifestazioni in Birmania si sono intensificate nonostante gli arresti e il timore di una reazione violenta da parte delle forze governative.
Dobbiamo esprimere il nostro orrore di fronte all´uccisione di manifestanti pacifici, insistere affinché le forze di sicurezza rientrino alle loro baracche e chiedere il riconoscimento della legittimità delle richieste che vengono avanzate, un´assistenza medica internazionale per i feriti e il rilascio dei manifestanti arrestati ed altri prigionieri politici;
Bisogna far pressione sul nostro governo affinche`il Consiglio dell´Unione europea si metta urgentemente in contatto con gli Stati Uniti, l´Associazione dei paesi del Sud-est asiatico (ASEAN) e altri membri della comunità internazionale al fine di preparare una serie coordinata di misure addizionali, comprese sanzioni economiche mirate, da adottare contro il regime birmano qualora faccia ricorso alla violenza e non reagisca alla richiesta di ripristinare la democrazia.
Ma la cosa piu` importante e` continuare a sostenere la lotta del popolo birmano e non dimenticare le loro sofferenze con manifestazioni come la marcia della Pace di Perugia-Assisi.
vestitevi di rosso o appendete un fazzoletto rosso sul balcone
MI è APPENA ARRIVATO FALLO GIRARE
“Per favore, usate la vostra libertà per promuovere la nostra”
Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace 1991
grande idea il blog rosso!!!
Brava shaindel.
A me piace anche come design definitivo
Concordo con la solidarietà espressa al popolo birbano, oppresso da OLTRE VENTANNI di governo sanguinario, che ne ha fatte talmente tante che è davvero difficile comprendere come mai la stampa internazionale se ne preoccupi solo oggi pubblicando i dati allarmanti che abbiamo tutti letto. La mia domanda è: dov’era questa stampa negli ultimi vent’anni? era distratta? o forse allora non era tanto comodo parlare di repressione nei confronti di un paese con cui la Francia, l’Italia e gli Stati Uniti hanno fatto grandi affari, con la Total (la francia), e la costruzione di un gasdotto (Italia e Stati Uniti insieme) che ha creato spaventosi problemi ambientali (tanto per dirne due)? Lascio a voi questo dubbio…. mentre ricordo che è sempre essenziale leggere, informarsi, studiare, al di là dei canali ufficiali dell’informazione, che è ormai cosa nota, sono viziati!